Alimenti destinati a fini medici speciali

Alimenti ai fini medici

In seguito all’entrata in vigore del Regolamento UE 609/2013 e l’abrogazione della Direttiva 2009/39/CE, la definizione dei prodotti che rientrano nella categoria degli alimenti destinati a fini medici speciali è divenuta sempre più urgente. A tale scopo, il Ministero della Salute ha diramato una linea guida da seguire per la corretta classificazione di un prodotto come Alimento a Fini Medici Speciali (AFMS).

Secondo la normativa, un AFMS è un prodotto da utilizzare sotto controllo medico, destinato all’alimentazione completa o parziale di pazienti con capacità limitata, alterata o disturbata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o eliminare alimenti comuni o relative sostanze e metaboliti, che non può essere gestita solo con una modifica della normale dieta.

La normativa ne distingue 3 categorie:

  • prodotti completi dal punto di vista nutrizionale con formulazione standard in termini di nutrienti;
  • prodotti completi dal punto di vista nutrizionale con formulazione adattata ad una malattia;
  • e infine prodotti incompleti con formulazione standard o adattata.

Vengono inoltre stabiliti i criteri di apporto di vitamine e minerali nonché le loro fonti.

Per quanto riguarda l’etichettatura di questi prodotti, va riportato il tenore di nutrienti e di sostanze di altro tipo. Va inoltre indicato che il prodotto serve alla gestione dietetica o al trattamento dietetico di specifiche patologie, riportando se necessario un’avvertenza che il prodotto va utilizzato sotto controllo medico. Vanno infine incluse in etichetta anche le precauzioni e le controindicazioni o altre informazioni sulla somministrazione.

La linea guida prosegue sottolineando che a partire dall’anno prossimo, i prodotti formulati senza o a contenuto ridotto di glutine saranno classificati come normali alimenti: la loro etichettatura includerà la dicitura “senza glutine”, seguita da “specificamente formulato per persone intolleranti al glutine” o “specificamente formulato per celiaci”. Gli alimenti naturalmente privi di glutine potranno riportare in etichetta la dicitura “senza glutine” seguita da “adatto alle persone intolleranti al glutine” o “adatto per i celiaci”.

Per quanto riguarda il lattosio, l’indicazione “senza lattosio” potrà essere usata per latti e prodotti derivati con un residuo di lattosio inferiore allo 0,1 g per 100 g o ml. Tuttavia la questione andrà armonizzata a livello europeo. Per i latti e i latti fermentati può essere usata l’indicazione “a ridotto contenuto di lattosio” se il residuo è inferiore allo 0,5 per 100 g o ml.

Infine, non sono più ammessi nomi di integratori alimentari che facciano esplicito richiamo al diabete.