Biocidi, vantaggi e sfide per le PMI

Regole Biocidi per PMI

Ottemperare alle disposizioni del Regolamento sui Biocidi può rivelarsi difficile e costoso persino per le grandi multinazionali. Come possono le piccole e medie imprese competere con efficacia su questo mercato?

In realtà il Regolamento incoraggia molto le PMI, ad esempio con tariffe ridotte, laddove richieste, e con la condivisione dei dati obbligatoria. La Commissione sta inoltre completando una linea guida non vincolante che intende assistere le PMI sul data sharing, sulla lettera di accesso e sulla creazione dei consorzi e sta incoraggiando le autorità nazionali competenti ad adottare un simile approccio per favorire la competitività delle piccole e medie imprese.

Le tariffe

Per quanto riguarda le tariffe, il Regolamento riconosce espressamente le necessità particolari delle piccole e medie imprese e garantisce una riduzione delle tariffe dovute che varia dal 20% al 60%. Le tariffe interessate da queste riduzioni sono quelle relative all’approvazione di una sostanza attiva, per il rinnovo di un’approvazione e per l’inclusione nell’Allegato I. Riduzioni del 10-30% vengono invece concesse ai futuri titolari di un’autorizzazione di prodotto biocida o per il suo rinnovo. Considerato che si tratta di tariffe piuttosto elevate, la concessione di riduzioni svolge un ruolo importante nella possibilità delle PMI di continuare ad operare sul mercato.

Gli Stati membri sembrano però restii a seguire le raccomandazioni della Commissione. Quasi tutti hanno scelto una tariffa unica che può essere integrata da ulteriori tariffe, e le misure a supporto delle PMI sono molto limitate. Solo Belgio, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Austria, Svezia e Germania hanno previsto misure di supporto alla competitività delle piccole e medie imprese operanti nel settore dei biocidi.

La condivisione dei dati

Più costosa delle tariffe è l’ottemperanza alle disposizioni regolatorie, in particolare la necessità di possedere o avere accesso a dati che dimostrino l’adeguatezza delle sostanze attive e dei prodotti all’immissione commercio. La parziale revisione del Regolamento sui Biocidi è stata motivata proprio dalla necessità di garantire la possibilità di ridurre al minimo test non necessari (e dunque costi aggiuntivi), in particolare per le piccole e medie imprese, incoraggiando la libera concorrenza tra tutti gli operatori.

Tuttavia, per quanto riguarda il data sharing, le PMI si trovano a dover assolvere gli stessi obblighi di qualsiasi altro accedente o proprietario dei dati ed è difficile individuare un contesto per esse più vantaggioso senza arrivare a situazioni discriminatorie.

La creazione di gruppi di PMI per la negoziazione dei costi e la condivisione delle risorse e delle esperienze può essere un primo passo per tornare a combattere ad armi pari: nessuna norma vieta l’accesso ai dati a un gruppo piuttosto che a una singola azienda. Un gruppo compatto e consistente potrebbe inoltre richiedere termini di pagamento dilazionati da concedere a tutte le PMI. Sembra questa la soluzione migliore per controbilanciare le posizioni occupate dalle grandi aziende nel mercato.

Ma cos’è una PMI?

L’ultima questione da risolvere resta la definizione di PMI. Quella ufficialmente riconosciuta, sebbene anch’essa non vincolante, è quella proposta dalla Raccomandazione della Commissione 2003/361/CE del 6 maggio 2003, che classifica le imprese in base al giro d’affari e al numero di dipendenti. In base alla raccomandazione sono medie imprese quelle con meno di 250 dipendenti e un giro d’affari inferiore ai 50 milioni di euro; sono piccole imprese quelle con meno di 50 dipendenti e un giro d’affari inferiore ai 10 milioni, e diventano microimprese quando impiegano meno di 10 dipendenti per un giro d’affari al di sotto dei 2 milioni. Purtroppo però la situazione si complica per via delle cosiddette “imprese collegate”, con una serie di rapporti definiti che indicano il controllo da parte di altre imprese con un conseguente aumento del giro d’affari riconosciuto.

Una situazione complessa, dunque, che va risolta al più presto per garantire la libera concorrenza sul mercato dell’Unione europea.