5° Conferenza nazionale sul Regolamento REACH

Il 16 Novembre 2016 si è svolta a Roma la 5° Conferenza nazionale sul Regolamento REACH.

L’evento, organizzato dal Ministero della Salute, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA); ha permesso l’incontro fra Autorità, industrie e operatori coinvolti per fare il punto sulle criticità e lo stato di attuazione del REACH.

Con la Conferenza si è evidenziata la prossima scadenza di maggio 2018 e sono stati presentati temi di interesse sul ruolo e sugli obblighi delle industrie con riferimento anche alla situazione delle PMI.

In accordo al Regolamento REACH, le società che fabbricano o importano sostanze chimiche nell’UE, in Islanda, Norvegia o Liechtenstein, in quantità pari o superiori a una tonnellata all’anno, devono registrare tali sostanze all’ECHA.

Siamo ormai giunti all’ultimo termine di registrazione, il 31 maggio 2018. Tale scadenza interessa le società che fabbricano o importano sostanze in volumi compresi fra 1 e 100 tonnellate all’anno.

Dato il volume di sostanze coinvolte tale scadenza impatta soprattutto sulle PMI costrette, per adempiere agli obblighi normativi, a sostenere spese molto elevate.

Particolare rilievo è stato riservato al principio OSOR (One Substance One Registration) e all’importanza del data sharing che deve essere inteso con una duplice applicazione: invio condiviso dei dati e divisione equa dei costi. Quest’ultimo aspetto deve essere considerato in particolare nel caso di PMI che devono contribuire ai costi in rapporto alla loro dimensione.

Tali concetti, già previsti nel REACH, sono stati ribaditi anche nel Regolamento di Esecuzione UE 2016/9 entrato in vigore il 26/01/2016.

Durante la Conferenza si è voluta sottolineare anche la possibilità di agevolazioni per situazioni particolari. Ad esempio, per sostanze registrate in quantità inferiori a 10 tonnellate/anno è prevista una registrazione semplificata.

Inoltre, in aiuto di tutti gli operatori coinvolti, sono disponibili gli helpdesk delle varie autorità nazionali ed europee e sul territorio regionale sono presenti Sportelli informativi REACH e CLP.

Sono state presentate anche esperienze di aziende che si sono adeguate al Regolamento REACH. I settori a cui si applica tale regolamento sono davvero molti e disparati fra loro, sono stati infatti presentati vari esempi: un’azienda che ha registrato oli essenziali di agrumi, un’altra fabbricante di coloranti per il settore cartaceo, ma anche industrie tessili e di vernici e materiale per l’edilizia.

Da sottolineare anche gli impegni delle aziende per cercare di eliminare il più possibile sostanze preoccupanti, un’azienda ha infatti presentato con orgoglio il proprio lavoro che ha portato alla sostituzione di una SVHC.

Scritto da Federica Montozzi