Prodotto cosmetico bloccato in dogana? Ecco perché

Fermo in dogana

A livello comunitario il settore cosmetico, grazie anche all’armonizzazione della normativa, risulta essere sempre vitale e in movimento, con prodotti che circolano con maggior facilità all’interno del territorio europeo.

Rimane comunque elevata anche la quantità di prodotti provenienti da paesi extra-europei che rimangono fermi in dogana in attesa di essere sbloccati, o che vengono rispediti al mittente perché non conformi alle disposizioni comunitarie.

Senza entrare nel merito delle specifiche procedure doganali, il requisito fondamentale affinché un prodotto cosmetico possa essere sdoganato consiste nel rispetto del Regolamento CE 1223/2009.

Fra i controlli che vengono effettuati alle dogane, figurano anche:

  • verifica che il prodotto sia notificato presso il portale europeo CPNP;
  • controllo formale delle etichette che devono essere obbligatoriamente redatte in italiano e in conformità con il Regolamento;
  • campionamento del prodotto e controllo della presenza di sostanze non ammesse.

Ovviamente qualora le circostanze lo richiedessero, rientra tra le facoltà dell’Autorità quella di richiedere la valutazione di sicurezza relativa al prodotto o l’intero Product Information File (PIF).

L’errore solitamente commesso dalle nuove aziende del settore, o da privati che cercano di entrare nel business cosmetico, è quello di acquistare lotti di prodotti senza prima informarsi sulla normativa di settore e verificare che la merce che si desidera importare soddisfi il Regolamento.

Il risultato è un cosmetico fermo in dogana o, peggio ancora, un prodotto non commercializzabile in Europa.

Quali sono quindi i punti essenziali da verificare prima di lanciarsi in un acquisto di cosmetici fabbricati al di fuori della Comunità?

  • Verificare che gli ingredienti utilizzati siano ammessi;
  • verificare che il prodotto venga fabbricato seguendo le norme di buona fabbricazione europee (ISO 22716);
  • presenza di studi di stabilità;
  • presenza di studi chimico-fisici sul prodotto finito;
  • disponibilità di accesso alle schede tecniche e di sicurezza delle materie prime utilizzate.

Se queste informazioni basilari (benché non esaustive) per la stesura di un PIF sono messe a disposizione dal produttore, allora il progetto di importare il cosmetico può essere preso in considerazione. In caso contrario, meglio tenersi pronti a brutte sorprese.