Mercati mediorientali: ostacoli e opportunità

Mercato in Medio Oriente

Il Medio Oriente rappresenta solo una piccola frazione del mercato sanitario globale, ma la maggioranza dei Paesi di quest’area dipende quasi interamente dalle importazioni per farmaci, dispositivi medici e in generale servizi e formazione.

Molti di essi stanno inoltre implementando importanti programmi nazionali per migliorare la salute dei propri cittadini, con conseguente aumento dei fondi a disposizione nel comparto sanitario e dunque nuove opportunità per chi desidera esportare prodotti e tecnologie in questa regione.

In Medio Oriente, l’assistenza sanitaria è gestita quasi interamente dallo Stato, anche se alcuni governi della regione stanno attuando misure volte all’introduzione di programmi ed incentivi per favorire la presenza dei privati, in particolare attraverso partnership miste.
Incrementare il ruolo del settore privato potrà portare a notevoli vantaggi:

  • conservare le risorse statali utilizzando capitali privati per lo sviluppo di infrastrutture
  • migliorare la qualità e l’efficienza tramite l’accesso alle competenze e all’esperienza del settore privato
  • promuovere il trasferimento di tecnologie e capacità attraverso la condivisione dei rischi
  • promuovere la concorrenza tra i servizi statali e quelli offerti dai privati.

Sebbene un aumento del ruolo del settore privato sia visto come un beneficio da molti punti di vista, il passaggio comporta però alcune difficoltà legate alla necessità di apportare modifiche di carattere generale alla politica sanitaria e alla struttura organizzativa.
Consapevoli dell’importanza di soddisfare le richieste sempre crescenti dell’assistenza sanitaria, i Paesi del Medio Oriente stanno dunque concentrando tutti i propri sforzi verso l’espansione delle relative infrastrutture.

I fattori che contribuiscono alla crescita

Sono 4 i fattori che stanno indubbiamente contribuendo all’espansione dei servizi sanitari e del mercato ad essi correlato:

  1. Tassi di crescita demografica assai significativi: la popolazione della regione mediorientale è in continuo aumento, tuttavia l’accesso all’assistenza sanitaria resta limitato e la disponibilità dei servizi è deviata verso le aree urbanizzate e verso i ceti a reddito maggiore.
  2. Aspettativa di vita in netto miglioramento: il Medio Oriente ha una popolazione media relativamente giovane, fattore questo che ha contribuito a un costo relativamente basso delle spese sanitarie. Ma cosa può accadere se l’aspettativa di vita si allunga e la popolazione comincia ad invecchiare?
  3. Aumento del ricorso alle assicurazioni sanitarie: è ancora molto lieve, con l’eccezione dei Paesi membri della Cooperazione del Golfo. Il resto del Medio Oriente paga ancora le cure mediche di tasca propria per quasi la metà delle spese totali.
  4. Aumento dell’incidenza delle malattie croniche e delle condizioni correlate al cambiamento degli stili di vita: obesità, diabete, malattie cardiovascolari sono in aumento, per l’imporsi di uno stile di vita più sedentario.

Nonostante gli apprezzabili progressi e gli sforzi compiuti per migliorare il Sistema sanitario della regione in termini di accesso e qualità, è ancora forte la pressione sulla sua diffusione e capillarità, che restano delle priorità indiscusse. Altro grosso problema è rappresentato dal fatto che oltre il 70% degli operatori sanitari viene dall’estero.

L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi

L’Arabia Saudita è senza dubbio il mercato più ampio della regione. Nel 2014 ha istituito 11 nuovi ospedali, 11 centri di assistenza medica e due complessi, oltre ai 130 ospedali e centri già in costruzione, con l’obiettivo di raddoppiare la propria capacità assistenziale nel giro di 5 anni. Tuttavia, in termini di qualità, altri Paesi dell’area quali gli Emirati Arabi, il Kuwait, il Qatar, il Bahrain e l’Oman hanno da dire la loro.

In particolare gli Emirati Arabi, il secondo mercato della regione, che con la creazione della Dubai HealthCare City (DHCC) nel 2002, ha dato l’esempio di come sia possibile eliminare definitivamente le lacune in fatto di formazione, qualità e capacità. La DHCC ospita 2 ospedali, oltre 120 centri di assistenza medica e laboratori di diagnostica con oltre 4.000 addetti qualificati. La DHCC ha inoltre stipulato importanti partnership con le principali istituzioni mediche a livello mondiale (tra cui le facoltà di medicina di Harvard e della Johns Hopkins) nel più che riuscito tentativo di creare un centro medico regionale che accoglie ogni anno quasi 2 milioni di pazienti.

Gli altri mercati mediorientali

La situazione non è ovviamente così rosea in tutto il Medio Oriente. I Paesi più poveri, come l’Iraq, lo Yemen e la Siria, combattono ancora contro bassi indicatori sanitari, gravi carenze nella formazione professionale e nelle infrastrutture e nella diffusione di epidemie di malattie trasmissibili. Si tratta ovviamente di mercati che soffrono di un’instabilità politica ancora non risolta.

Cosa è cambiato?

I fattori che stanno creando una maggiore omogeneità nella regione non sono pochi.
Per molto tempo c’è stato un profondo divario tra i Paesi che producevano petrolio, con popolazione scarsa e dunque un mercato sanitario piuttosto limitato, quelli meno ricchi ma più popolosi, e quelli che abbondavano sia di gente che di oro nero. Tale divario si sta però restringendo.
Inoltre, un tempo molti ospedali della regione erano gestiti da aziende americane che influenzavano fortemente qualsiasi decisione relativa agli acquisti. Oggi gli ospedali mediorientali si sono evoluti in organizzazioni indipendenti con elevato livello professionale, sebbene le procedure di acquisto siano ancora regolate da lungaggini burocratiche.

Quale futuro?

A dispetto delle molte sfide che i mercati mediorientali dovranno affrontare, negli ultimi anni si è assistito a un forte progresso in termini di sviluppo di infrastrutture e di migliorati indicatori. Molti dei governi della regione si sono impegnati a rafforzare e sviluppare ulteriormente il settore sanitario, aumentando, a questo scopo, le alleanze con i paesi vicini.

La strada è ancora lunga, c’è ancora molto da fare per tenere testa alla domanda sempre crescente di cure e servizi, ma questo crea al tempo stesso nuove ed importanti opportunità sia per i governi che per il settore privato ed aumento il giro d’affari internazionali per chi produce medicinali, dispositivi medici e prodotti per la cura personale.