I preservanti per il legno e la normativa europea sui biocidi

Preservanti del legno

Preservare, evitare il deterioramento di materiali da costruzione, metalli, prodotti tessili, rivestimenti di diverso tipo. Questo è l’obiettivo di numerose aziende che commercializzano formulati per la protezione di materiali e che, come un bravo medico, mirano soprattutto a prevenire piuttosto che curare. Osservando gli innumerevoli prodotti in commercio, il legno sembra essere uno dei pazienti da loro preferiti, da sottoporre a trattamenti specifici sia nella fase di lavorazione che a completamento dell’opera.

L’interesse per il legno si è sviluppato in particolare negli ultimi anni, a seguito di una ricerca sempre più spinta verso le cosiddette energie rinnovabili; biodegradabile, lavorabile mediante una bassa spesa energetica e soprattutto completamente naturale, il legname è ritornato ad essere uno dei materiali da costruzione più selezionati ed impiegati.

E ciò non è dovuto solo a una moda diffusasi recentemente, ma alle caratteristiche stesse che contraddistinguono il legname; questo viene, ad esempio, ampiamente utilizzato per la costruzione di edifici in zone sismiche, grazie ad una elevata resistenza meccanica che conferisce al legname la capacità di assorbire importanti sollecitazioni esterne, ad una buona elasticità e ad una massa decisamente minore rispetto a quella del calcestruzzo.

Un caso ormai famoso è il progetto SOFIE (Sistema Costruttivo Fiemme), sull’edilizia ecosostenibile, messo a punto dall’Istituto IVALSA del Consiglio Nazionale delle Ricerche con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento: questo utilizza pannelli lamellari in legno massiccio la cui resistenza è stata testata in Giappone nel 2007 dove un’abitazione di 7 piani e 24 metri di altezza ha resistito perfettamente ad uno dei più distruttivi test antisismici impiegati, ovvero la simulazione del terremoto Kobe (magnitudo 7,2 della scala Richter) avvenuto nel 1995.

Il legname è pertanto un materiale piuttosto durevole, tuttavia se posto in un ambiente particolarmente aggressivo diventa fondamentale proteggerlo da agenti patogeni mediante uno specifico preservante.

La “durabilità” del legno è un aspetto fondamentale quando si considera un qualunque manufatto a base di legname. La cosiddetta “durabilità naturale” riguarda esclusivamente la specie legnosa considerata e consiste nella sua intrinseca capacità di contrastare il biodegradamento da parte di funghi e insetti; la “durabilità effettiva” invece dipende dalla zona climatica e dalle modalità di messa in opera realizzati per un certo progetto in legno.

I preservanti possono essere di varia natura: oleosi, sostanze di diverso tipo contenute in solventi organici o gas, sali disciolti in soluzioni acquose. Questi mirano ad arrestare la degradazione biologica causata da funghi e insetti controllando e aumentando la durabilità del legno. I funghi, che possono distruggere il legname o limitarsi soltanto a macchiarlo, provocano un danno estetico conferendo al legno una colorazione particolare e in alcuni casi possono anche compromettere la resistenza naturale del legname mediante marciture ad altre azioni. Gli insetti invece, in particolare termiti e coleotteri, penetrano nel legno scavando profonde gallerie.

Anteriormente alla direttiva 98/8/CE sui biocidi, i preservanti per il legno erano liberamente venduti dalle case produttrici senza particolari autorizzazioni. Ciò facilitava ampiamente la loro immissione in commercio ma allo stesso tempo non assicurava all’utilizzatore una efficacia e una sicurezza testati in precedenza.

A seguito di tale direttiva, i preservanti per il legno sono stati inclusi all’interno di uno dei 23 Product Types, ovvero gruppi di formulati ad azione biocida la cui immissione in commercio è regolamentata a livello europeo; il PT 8 riguarda per l’appunto “prodotti usati per la preservazione del legno, sin da quando è tagliato e lavorato, o dei prodotti in legno mediante il controllo degli organismi che distruggono o alterano l’aspetto del legno. Questo tipo di prodotto comprende prodotti ad azione sia preventiva che curativa.”.

Alla base della direttiva 98/8/CE e dei precedenti regolamenti ad essa correlati vi era l’intenzione di raccogliere tutti i principi attivi presenti sul mercato e di selezionare esclusivamente quelli ritenuti idonei per la formulazione di prodotti biocidi, mediante un apposito programma di revisione. Il termine di tale studio, previsto per il 2014, verrà probabilmente posticipato di qualche anno, perciò l’Italia si trova attualmente in un periodo di transizione in cui alcuni preservanti per il legno devono necessariamente essere autorizzati come biocidi, altri sono ancora di libera vendita mentre altri contenenti determinati principi attivi non potranno più essere registrati ed immessi in commercio.