No profit, più valore alla ricerca

Ricerca clinica No profit

Nonostante i dati recenti ne delineino un calo, le sperimentazioni cliniche no profit continuano a rappresentare un elemento importante che riequilibra la ricerca svolta dalle aziende farmaceutiche.

La ricerca clinica no-profit consente infatti di evitare le distorsioni tipiche della ricerca che punta monetizzare la scoperta e ad affrontare problematiche spesso trascurate perché prive di interesse economico.

Tra queste, ad esempio, l’uso indiscriminato del placebo come termine di paragone. È infatti più facile dimostrare l’efficacia di un farmaco confrontandolo con il placebo anziché con medicinali già esistenti e il danno per i pazienti è significativo.

Altra tendenza è quella di valutare un farmaco come non inferiore a un altro già esistente: un tipo di studio giustificato dalle diverse risposte da parte dei pazienti, ma che solleva non pochi interrogativi etici.

La ricerca no-profit ha invece il pregio di potersi orientare verso ambiti diversi: nuovi dosaggi, nuove formulazioni, nuove associazioni di prodotti. Inoltre approfondisce la conoscenza di farmaci già studiati, verificandone ad esempio l’efficacia e la tollerabilità in condizioni reali di utilizzo e confrontando farmaci usati per le stesse indicazioni.

Infine, soprattutto in caso di sperimentazioni realizzate da ospedali e case di cura, la ricerca consente di migliore le cure al paziente, garantendo accesso a farmaci innovativi e assistenza più qualificata grazie alla continua formazione e aggiornamento del personale sanitario.