Vendere integratori alimentari online e vigilare sulla sicurezza dei consumatori

Come vendere integratori online

Si fa sempre più consolidata nei consumatori l’opinione che gli integratori alimentari possono contribuire al benessere delle persone se associati a uno stile di vita sano e variato. Crescenti sono le richieste da parte dei consumatori di prodotti per la salute, tra cui gli integratori alimentari. Aumenta la vendita online dei prodotti alimentari e l’allerta da parte delle Autorità che vigilano sulla loro sicurezza.

In questo panorama è necessario che le aziende del settore alimentare siano ben informate su come vendere online gli integratori e sulla corretta informazione da destinare ai consumatori.

Un integratore alimentare può essere venduto in Italia solo previa notifica al Ministero della Salute da parte dell’operatore del settore alimentare (OSA) che ne è il responsabile della sicurezza. Se l’integratore viene prodotto in un Paese extra-UE la vendita è consentita solo dopo novanta giorni dalla data di invio della notifica al Ministero della Salute. Dopo tale notifica la vendita in Italia è consentita anche attraverso siti aziendali e/o piattaforme online di e-commerce.

Le indicazioni nutrizionali e salutistiche associate alle sostanze nutritive contenute in un integratore alimentare sono approvate da regolamenti europei. Per altre sostanze per cui ancora non è stata adottata una decisione relativa ai claim armonizzata a livello europeo esistono ancora norme locali. In Italia per i botanical è possibile, nel periodo di transizione, far riferimento agli effetti fisiologici riportati nel Decreto contenente la lista delle piante ammesse negli integratori alimentari. Le aziende devono, quindi, conformarsi ai requisiti dei regolamenti sui claim e sull’etichettatura, evitando di fornire ai consumatori informazioni ingannevoli e garantendo una chiara comunicazione sulla destinazione di un integratore che in nessun modo può aiutare a curare una malattia, ma che può coadiuvare la normale dieta al fine di mantenere buono lo stato di salute della popolazione.

L’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, l’anno scorso ha commissionato lo Studio Eurobarometro in tutti gli Stati membri dell’UE (compreso il Regno Unito) e quest’anno tale studio ha dato risultati anche per cinque Paesi in preadesione all’UE (Albania, Montenegro, Macedonia settentrionale, Serbia e Turchia), i quali hanno dimostrato l’interesse che tutti gli Stati hanno su sicurezza alimentare, consapevolezza del rischio, nonché fiducia nelle diverse fonti di informazione.

Il lavoro di vigilanza sulla sicurezza alimentare, e quindi anche degli integratori alimentari, coinvolge tutte le Autorità competenti dell’Unione, che possono entrare in comunicazione grazie al cosiddetto RASFF, il sistema rapido di allerta, che sottoforma di rete è diventato soprattutto negli ultimi anni uno strumento essenziale per notificare in tempo reale rischi diretti o indiretti per la salute umana, animale e l’ambiente, connessi al consumo di alimenti, mangimi e materiali destinati al contatto con alimenti, e adottare misure a tutela della salute pubblica.

In Italia il Ministero della Salute, con l’ausilio dei NAS, esegue controlli in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande, nonché di additivi alimentari, e pubblica documenti ufficiali riportanti il piano di controllo effettuato durante l’anno precedente.

Molti sono gli avvisi di sicurezza sui prodotti alimentari e sugli integratori pubblicati quotidianamente sul portale del Ministero della Salute per aumentare la diffusione delle informazioni di vigilanza.

Per la tutela dei consumatori è stato pubblicato anche il decalogo di consigli per un uso consapevole e informato degli integratori alimentari, sulla loro funzione e sulla valenza degli effetti svolti. Tra i dieci consigli si raccomanda anche di leggere sempre tutte le informazioni riportate sui foglietti illustrativi e di sospendere l’assunzione degli integratori nel caso si notino effetti diversi da quelli attesi, informando tempestivamente il medico o il farmacista, e segnalando l’evento a VigiErbe, il sistema di fitovigilanza coordinato dall’ISS.

La responsabilità della sicurezza di un integratore alimentare ricade comunque sull’OSA che immette sul mercato il prodotto in uno Stato membro secondo la procedura specifica richiesta a livello locale e pertanto è necessario che tale operatore preveda un sistema di vigilanza e comunichi il prima possibile alle Autorità sanitarie competenti qualsiasi rischio associato al prodotto, adottando in tempi rapidi procedure di ritiro e/o richiamo del prodotto dal mercato.

I requisiti relativi alla vendita di integratori alimentari in ciascun Stato membro possono essere indagati facendo riferimento ad aziende di consulenza esperte nel settore alimentare, che possono altresì fornire alle aziende l’aiuto necessario per la predisposizione di un sistema di food vigilanza interno per la gestione dei casi relativi a integratori alimentari.

Scritto da: Giorgia Martini

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