Etichettatura ambientale imballaggi: requisito obbligatorio in Italia

Riciclo materiale imballaggio

Dal 26 settembre 2020 in Italia l’etichettatura ambientale degli imballaggi è un requisito obbligatorio per i prodotti destinati al consumatore finale. Questo ulteriore adempimento si inserisce in un contesto europeo che punta al “green” attraverso i principi dell’economia circolare per cui ciascun prodotto alla fine del suo ciclo di vita può essere riciclato (ad esempio diventando una seconda materia prima) oppure essere destinato alla produzione di energia.

Il Decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116 recepisce infatti le due direttive europee sui rifiuti e sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio e ha come obiettivo primario quello di indicare al consumatore finale la corretta raccolta di ciascun imballaggio.

Tutti gli imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale devono essere opportunamente etichettati per facilitare raccolta, riutilizzo, recupero e riciclaggio degli stessi, dando chiare informazioni ai consumatori sulla corretta destinazione degli imballaggi.

La responsabilità dell’etichettatura ambientale ricade su tutti gli operatori coinvolti nella produzione, nella distribuzione e nell’importazione degli imballaggi e dei prodotti di consumo.
L’associazione CONAI e l’Istituto Italiano di Imballaggio hanno cooperato per la redazione di una linea guida per l’etichettatura ambientale degli imballaggi destinata alle aziende del settore al fine di guidarle nella corretta applicazione del decreto.

A distanza di alcuni mesi dall’entrata in vigore del decreto però ancora molte sono le incertezze (periodo di smaltimento dei prodotti già presenti sul mercato italiano, eventuali deroghe per categorie di prodotti, definizione di consumatore…).

Si attendono quindi maggiori chiarimenti dall’autorità competente: il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In ogni caso tutti gli operatori devono impegnarsi e collaborare per implementare la nuova norma.

Ogni imballaggio presente sul mercato e destinato al consumatore deve quindi riportare la tipologia del materiale di cui è costituito e l’indicazione sul tipo di raccolta (es. plastica, carta ecc.).
I materiali di imballaggio devono essere codificati da sigle alfanumeriche in accordo alle norme europee.

Per l’aggiunta di altre informazioni sull’etichetta ambientale le aziende possono anche utilizzare la tecnologia (ad esempio attraverso la lettura del barcode al quale possono essere associate informazioni più dettagliate sul riciclo di un dato prodotto e sulla corretta raccolta in base al comune italiano di appartenenza).

Non esiste un modo univoco per rappresentare l’etichettatura ambientale di un imballaggio, la cosa essenziale è che l’informazione sia chiara e ben leggibile. Anche il consumatore viene reso partecipe di un nuovo modo di guardare all’economia per la tutela dell’ambiente e quindi delle persone che lo abitano. Il compito delle aziende è anche quello di facilitare il processo di raccolta dei rifiuti.

Scritto da: Giorgia Martini

Foto di imordaf da Pixabay