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Cosa sono i novel food e come commercializzarli

Le scelte alimentari dei consumatori tendono a variare nel tempo e, in particolare negli ultimi anni, sono arrivati sulle nostre tavole nuovi generi alimentari. Le possibili cause possono essere individuate nella crescente varietà etnica e in un aumento della globalizzazione. Tale trend impone, a livello normativo, la presenza di una regolamentazione chiara e definita che permetta di commercializzare prodotti alimentari sicuri per il consumatore.

Il concetto di “nuovi alimenti” (i cosiddetti novel food) non è affatto nuovo. Nel corso della storia infatti nuovi tipi di alimenti, ingredienti alimentari o processi di produzione alimentare sono apparsi in tutta Europa da diverse regioni del globo.

La prima normativa europea in tema di novel foods risale al Regolamento (CE) 258/97 del Parlamento e del Consiglio Europeo; tuttavia l’Unione Europea ha ritenuto necessario aggiornare tale normativa, al fine di garantire elevati standard in termini di sicurezza oltre che qualitativi, di semplificare le procedure di autorizzazione e di eliminare gli organismi geneticamente modificati (OGM) dall’ambito di applicazione della norma sui novel foods, una delle principali categorie di alimenti che nel corso degli anni ’90 spinse a pensare ad un sistema unificato comunitario di valutazione specifica del rischio. Dobbiamo quindi far riferimento al Regolamento (UE) 2015/2283 sui nuovi alimenti, che è entrato in vigore il 1° gennaio 2018, abrogando il precedente Regolamento (CE) 258/97.

Definizione di Nuovi Alimenti

La definizione di nuovo alimento è molto ampia e comprende diverse tipologie di prodotti alimentari. Ai sensi della normativa UE infatti qualsiasi cibo che non sia stato consumato “in modo rilevante” prima del 15 maggio 1997 (data in cui entrò in vigore il primo Regolamento) è da considerarsi un nuovo alimento. La categoria comprende nuovi alimenti, alimenti da nuove fonti, nuove sostanze utilizzate nei prodotti alimentari nonché nuove modalità e tecnologie per la produzione di alimenti. Gli “alimenti tradizionali” sono un sottoinsieme dei nuovi alimenti e il termine si riferisce a cibi consumati per tradizione ovunque al di fuori dell’Unione Europea.

Alcuni esempi di novel foods? Possiamo citare gli oli ricchi di acidi grassi omega-3 derivati dal krill come nuova fonte alimentare, gli steroli vegetali come nuove sostanze o le nanotecnologie come nuove modalità di produzione di alimenti; ma fra i novel food rientrano anche alcuni tipi di insetti commestibili. Avendo quindi capito e definito cosa sono i novel food valutiamo la corretta procedura per poterli commercializzare.

Come commercializzare i Novel Food

Con il Regolamento (UE) 2015/2283 è stata definita una nuova procedura per la richiesta di autorizzazione che avviene ora a livello centralizzato. La richiesta deve infatti essere presentata direttamente alla Commissione europea invece che a uno degli Stati membri come avveniva con il precedente regolamento. Nella domanda di autorizzazione, che deve essere preparata seguendo le linee guida EFSA (European Food Safety Authority – autorità europea per la sicurezza alimentare), devono essere riportati tutti i dati scientifici a supporto della sicurezza del novel food da autorizzare.

A seguito della valutazione positiva della sicurezza del nuovo ingrediente da parte dell’EFSA, la Commissione rilascia l’autorizzazione attraverso l’inserimento del novel food autorizzato nell’elenco dell’Unione (Union list). Esiste infatti un elenco di novel food che riporta i nuovi ingredienti autorizzati insieme a tutte le specifiche previste, comprese le tipologie alimentari in cui può essere contenuto, le dosi e altre caratteristiche.

In caso di alimenti privi di consumo in UE, ma già in commercio al di fuori dell’UE si segue sempre il regolamento, ma la procedura è diversa. In caso di “alimenti tradizionali da Paesi terzi”, ovvero di alimenti derivati dalla produzione primaria con una storia di consumo sicura e comprovata in un paese extra UE, il nuovo regolamento prevede una procedura semplificata per l’immissione sul mercato dell’UE.

Per la predisposizione della richiesta devono essere comunque prese in considerazione le linee guida di interesse predisposte dall’EFSA e la richiesta, completa dei dati sulla sicurezza d’uso del prodotto nel paese di provenienza, deve essere presentata alla Commissione. Dal campo di applicazione del regolamento sono esclusi gli aromi, gli additivi e i solventi di estrazione in quanto già disciplinati da specifiche norme.

Prima di presentare la richiesta di autorizzazione di un novel food gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) possono anche verificare se l’alimento che intendono immettere sul mercato dell’Unione è o meno un novel food, inviando una richiesta a uno degli Stati Membri.

Si tratta di una novità introdotta dal Regolamento 2015/2283 che prevede una specifica procedura di determinazione dello status di nuovo alimento. Le modalità di esecuzione e i relativi dettagli sono stati definiti dal Regolamento (UE) 2018/456.

Un OSA che intende richiedere l’autorizzazione di un novel food nel 2021 ha quindi a disposizione tutti gli strumenti normativi per la presentazione della richiesta. Tuttavia la predisposizione della richiesta e della documentazione a supporto della domanda non è semplice e richiede il supporto di tecnici esperti del settore.

Scritto da: Federica Montozzi

Foto di Silentpilot da Pixabay