Etichettatura alimenti: le novità 2020

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un interesse crescente da parte dei consumatori verso le informazioni riportate sull’etichettatura dei prodotti alimentari, tanto che la presentazione delle informazioni in etichetta e la dichiarazione nutrizionale giocano un ruolo cruciale nell’orientare gli acquisti.

Le aziende sono quindi alla costante ricerca di un equilibrio tra l’appeal degli slogan e dell’estetica grafica delle etichette e le informazioni obbligatorie imposte dalla normativa nazionale e dell’Unione.

Normativa che trova le sue fondamenta nel Regolamento (UE) 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, ma che è in costante aggiornamento mediante ulteriori regolamenti delegati e altri provvedimenti. Vediamo quindi quali sono le indicazioni che ogni etichetta è obbligata a riportare e quali sono i principali aggiornamenti introdotti nel 2020.

Il Regolamento (UE) 1169/2011 stabilisce le informazioni che ciascun prodotto deve presentare in etichetta:

  • la denominazione dell’alimento;
  • l’elenco degli ingredienti;
  • l’indicazione di qualsiasi sostanza che provochi allergie o intolleranze;
  • la quantità di taluni ingredienti;
  • la quantità netta dell’alimento;
  • il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
  • le condizioni particolari di conservazione e/o condizioni di impiego;
  • il nome o ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare responsabile del prodotto e della sua sicurezza;
  • il paese di origine o luogo di provenienza, ove previsto;
  • le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • per le bevande che contengono più di 1,2% di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
  • una dichiarazione nutrizionale.

Si tratta ovviamente di un elenco indicativo, il regolamento è poi corredato da una lunga serie di condizioni di impiego, eccezioni, restrizioni e ulteriori indicazioni da prevedere e valutare caso per caso a seconda del prodotto, per questo è sempre utile rivolgersi agli esperti del settore.

L’aspetto a cui molti consumatori prestano particolare attenzione è sicuramente la dichiarazione nutrizionale. In quei casi in cui tale dichiarazione si rende obbligatoria, questa deve essere corredata dalle seguenti informazioni minime:

  • il valore energetico, che fornisce l’indicazione dell’energia del prodotto in termini calorici;
  • la quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

All’inizio del 2020 è stata notificata alla Commissione europea la proposta italiana relativa a un sistema di etichettatura nutrizionale, che si basa su un simbolo “a batteria”, denominato NutrInform Battery.

Questo sistema “a batteria” indicherà al consumatore l’apporto nutrizionale dell’alimento in rapporto al fabbisogno giornaliero e al corretto stile alimentare, evidenziando la percentuale di calorie, grassi, zuccheri e sale per singola porzione rispetto alla quantità raccomandata dall’Unione europea. I produttori e i distributori del settore alimentare potranno adottare volontariamente il nuovo sistema di etichettatura ‘a batteria’ quando arriverà il via libera della Commissione europea.

Un ulteriore aspetto che quest’anno è stato oggetto di controversie è l’indicazione del paese di origine o luogo di provenienza in etichetta. Infatti a partire dal 1° aprile 2020 si applica il Regolamento di Esecuzione (UE) 2018/775 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori per quanto riguarda le norme sull’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento.

A partire da questa data, tutti gli alimenti dovrebbero recare in etichetta l’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario, laddove previsto.

Tuttavia, a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19, il Ministero dello Sviluppo Economico con apposita Circolare del 23 aprile 2020 ha disposto misure temporanee di supporto alle imprese, consentendo lo smaltimento entro l’anno 2020 delle scorte di imballaggi ed etichette che risultino nella disponibilità delle imprese a seguito di contratti stipulati prima del 1° aprile 2020.

Una proroga è stata prevista anche per le disposizioni obbligatorie di indicazione dell’origine, in etichetta, del grano duro per paste di semola di grano duro, del riso e dei derivati del pomodoro, per cui la scadenza originariamente fissata per il 31 dicembre 2020 è stata prorogata al 31 dicembre 2021, con il Decreto 1° aprile 2020 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Scritto da: Valentina Generoso

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay